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Cosa sta accadendo in Turchia?

A nessuno sono sfuggiti gli avvenimenti delle ultime settimane.
Gli scandali trapelati di corruzione del sistema di governo dell'AKP, con il ruolo dell'oscura confraternita di Fethullah Gülen, la rinascita delle proteste di decine di migliaia di persone nelle strade di Istanbul e in altre città, la richiesta di dimissioni del governo, il dibattito nella sinistra e tra le forze comuniste. Per capire cosa sta accadendo in Turchia, al di là del caos volutamente riflesso nei nostri media, riportiamo l'analisi proposta dal Partito Comunista di Turchia (TKP) sull'attuale crisi politica in Turchia. Fine corsa per il governo dell'AKP Cosa sta accadendo in Turchia?

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E’ morto Igor Urrutikoetxea

 

Abbiamo conosciuto Igor Urrutikoetxea a partire dal 2008, da quando aveva assunto il ruolo di responsabile delle relazioni internazionali del sindacato di classe e patriottico basco Lab.

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Giap, l'immortale, se n'è andato a 102 anni

Vo Nguyen Giapil geniale autodidatta che divenne generale e che cacciò prima  i francesi e poi addirittura gli Stati Uniti dal Vietnam,  è morto all'età di 102 anni. Era l'ultimo dei rivoluzionari della "vecchia guardia".

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Giù le mani dal popolo basco!

Condanniamo con forza l’intollerabile e ingiustificata retata della Polizia che ha portato lunedì 30 settembre all’arresto di 18 tra coordinatori e militanti del movimento popolare Herrira, organizzazione che ha sempre operato alla luce del sole e con strumenti di lotta pacifici e democratici, portando in piazza negli ultimi due anni centinaia di migliaia di persone contro la violazione dei diritti umani e politici dei prigionieri politici baschi.

Lo stesso ministro degli Interni spagnolo ha ammesso che l’ETA non tornerà mai più alla lotta armata e quindi non ha alcun senso, dal punto di vista giuridico né politico, affermare come fa il governo Rajoy che il movimento di solidarietà con i prigionieri politici baschi è “un tentacolo dell’ETA”. Si tratta di una spudorata operazione politica che ha un solo scopo: affermare attraverso una provocazione repressiva che le classi dirigenti spagnole non hanno nessuna intenzione di aprire quel processo negoziale e politico di risoluzione del conflitto che la società basca chiede a gran voce e sulla quale la sinistra patriottica ha puntato coraggiosamente sia dal punto di vista strategico che organizzativo.

Cessato lo scontro armato grazie esclusivamente alla decisione unilaterale dell’ETA e al coinvolgimento democratico di vasti settori popolari, Madrid continua imperterrito la sua guerra, dirigendo la repressione contro il Popolo Lavoratore basco e contro tutte quelle forze che, all’interno dello Stato Spagnolo, mettono in discussione la dittatura politica ed economica del capitale divenuta ancora più dura nel nuovo contesto di crisi e di competizione globale.

Dimostrando in questo modo la piena continuità con il franchismo delle forme parlamentari assunte dalla Spagna dopo la morte di Francisco Franco e il contenuto fascista e ultranazionalista di istituzioni ereditate dalla dittatura. Condizioni strutturali che rendono impossibile alla Spagna fare con i baschi ciò che molti anni fa fecero governi per niente progressisti, a Londra, con il Nord Irlanda.

Le violazioni da parte di Madrid dei diritti politici e democratici minimi del popolo basco continuano ovviamente a godere della piena solidarietà da parte dei centri di comando di una Unione Europea che strumentalizza il diritto all’autodeterminazione al di fuori dei propri confini – contribuendo a tribalizzare interi paesi per garantirsi i propri interessi - ma lo nega con brutalità all’interno dei propri.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà ad Herrira, alla sinistra indipendentista e all’insieme del movimento popolare basco. Chiediamo l’immediata liberazione degli arrestati e manifestiamo il nostro totale sostegno a tutte le iniziative e a tutte le forme di lotta che il popolo basco intende intraprendere per contrastare la criminalizzazione e la punizione collettiva al quale è sottoposto.

 
 

Utzi bakean Euskal Herria!

 

Condenamos con fuerza la intolerable y injustificada redada policial que el 30 de septiembre llevò a la detenciòn de 18 entre coordenadores y militantes del movimiento popular Herrira, organizaciòn que siempre ha trabajado a la luz del dia y utilizando instrumentos democraticos y pacificos, llenando las plazas de Euskal Herria de cientos de miles de personas en contra de las violaciones de los derechos humanos y politicos de los presos politicos vascos.

El mismo ministro de Interiòr espanol admitiò que ETA no volverà jamas a la lucha armada y por eso no tiene ningun sentido, ni desde el punto de vista juridico ni politico, decir como hace el gobierno Rajoy que el movimento de solidaridad con los presos politicos vascos es “un tentaculo de ETA”. Se trata de una operaciòn puramente politica que solo tiene un objetivo: dejar claro a travès de una provocaciòn represiva que las clases dirigentes espanolas no tienen ninguna intenciòn de abrir aquel proceso negocial y politico de resoluciòn del conflicto que la sociedad vasca pide a gran voz y hacia el qual la izquierda patriotica vasca, con mucho coraje, ha invertido totalmente desde el punto de vista estrategico y organizativo.

Acabado el enfrentamiento armado gracias solo a la inciativa unilateral de ETA y a la participaciòn democratica de amplios sectores populares, Madrid continùa sin razòn su guerra, dirigiendo la represion en contra del Pueblo Trabajador Vasco y en contra todas aquellas fuerzas que al interior del Estado Espanol ponen en discusiòn la dictadura politica y economica del capital siempre mas dura en tiempos de crisis y competencia global entre potencias.

Manifestando asì la plena continuidad con el franquismo de las ‘nuevas’ formas asumidas por Espana despues de la muerte de Francisco Franco y el contenido fascista y ultranacionalista de las instituciones heredadas desde la dictadura. Condiciones estructurales que hacen imposible que Madrid haga con los vascos lo que en Londres hicieron con Irlanda del Norte gobiernos nada progresistas.

Las violaciones continuas por parte de Madrid de los derechos politicos y democraticos minimos del pueblo vasco siguen teniendo el apoyo de los centros de comando de una Union Europea que fuera de sus fronteras instrumentaliza el derecho de autodeterminaciòn para tribalizar paises y imponer sus intereses y lo niega brutalmente en su espacio.

Expresamos nuestra completa solidaridad a Herrira, a la izquierda independentista y al conjunto del movimiento popular vasco. Pedimos la imediata puesta en libertad de los deternidos y manifestamos nuestro total apoyo a todas las iniciativas y a todas las formas de lucha que el pueblo vasco va a adoptar en contra de la criminalizacion y punicion colectiva que va sufriendo.

 

Red de los Comunistas – Italia

 

Roma, 2 de octubre de 2013

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