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Scuola, formazione e ricerca: liberiamoli dal mercato e dall'Unione Europea

I processi di costruzione dell’Unione Europea non sono esclusivamente istituzionali ed economici ma permeano le società dei diversi paesi modificando tutti gli aspetti della vita sociale, culturale, informativa ed ideologica. Quello che si vuole fare è costruire una egemonia della nuova borghesia continentale che accompagni e giustifichi i processi di costruzione autoritaria del nuovo soggetto statuale e dei suoi contenuti economici e finanziari che stanno mostrando il loro carattere antipopolare in modo esplicito.

Tra questi strumenti “egemonici” in prima fila sta la riforma del sistema formativo a tutti i suoi livelli, da quello della scuola primaria a quella superiore fino a quella universitaria. Fuori da questo obiettivo non sta nemmeno lo sviluppo della scienza e della ricerca piegate e distorte ai fini esclusivi della produzione del profitto. In questo senso la Rete dei Comunisti ha inteso tenere un incontro nazionale di approfondimento su queste tematiche con l’obiettivo di portare alla luce processi che vengono celati dalla pubblica informazione. Quello che emerge è dunque un quadro organico di come si intende formare i “cittadini” della Unione Europea che non è per niente casuale o disorganico ma segue una linea di modificazione dei sistemi formativi ben precisa nei modi e nei tempi. Modifica funzionale alla costruzione di quello che abbiamo sempre definito il Polo Imperialista Europeo.  

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Relazione introduttiva di Massimiliano Piccolo al Convegno Formazione, Ricerca e Controriforme

Convegno Formazione, Ricerca e Controriforme - 30 aprile 2016

I processi di ristrutturazione capitalista in atto a livello internazionale da qualche decennio e la fase costituente dell’Unione Europea in polo imperialista hanno avviato – forse in modo definitivo – una fase nuova nella storia. Dopo la sconfitta dell’Unione Sovietica, l’Europa si è, infatti, ritagliata un ruolo diverso da quello che aveva svolto finché l’imperialismo nord americano poteva esercitare nei suoi confronti una politica volta a una subordinazione quasi meccanica della sua funzione nello scacchiere geopolitico internazionale.

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Alessandro Mazzone, maestro e compagno di strada

Alessandro Mazzone è stato uno dei maggiori studiosi mondiali delle opere di Marx, maestro e nostro compagno di strada. Un compagno importante nel nostro lavoro; vorremmo essere all’altezza di portare avanti, collettivamente, un po’ del suo insegnamento e, per questa ragione, c’impegneremo nello studio e nella trasmissione del suo lavoro, anche attraverso una pubblicazione che raccolga i suoi contributi, convinti che – come spesso si dice – “chi ha più filo tesse la tela”. Era un filosofo marxista serio e rigoroso (come tutti i compagni italiani e del resto del mondo e delle più disparate scuole del marxismo riconoscono), tra i primi a introdurre in Italia il dibattito sulla MEGA, oltre che un appassionato studioso di Hegel e della filosofia classica tedesca.

In un frammento del 1790 di Hölderlin (forse) dal sorprendente titolo Il comunismo degli spiriti, riflettendo su quella formidabile potenza che in passato aveva generato cappelle, monasteri e cattedrali al punto quasi da soggiogare il mondo ma che, sul finire del Settecento sembrava lì per svanire, ci si chiedeva che fine possa fare la passata bellezza di tale grandezza.

Quella di Sandro non può andare perduta ma continua. Poiché marxista autentico, infatti, non ci ha lasciato un materiale dato, ma la libertà della ricerca militante che opera per attualizzare un compito: il pensiero borghese non può risolvere le contraddizioni inerenti al regime capitalistico e, dunque, come mostrava Marx la società capitalistica dev’essere superata per compiersi un’integrazione armonica e totale dell’uomo nel suo ambiente naturale e sociale.

Il contributo di Sandro, in questa direzione, non è un velo come quello di cui tanti – a sinistra – si ammantano. Iniziamo con questo quaderno a far vivere il suo insegnamento ripresentando, in apertura di questi Atti del Forum, un suo scritto sull’imperialismo.

I compagni e le compagne della Rete dei Comunisti

 

Tratto da “Il vicolo cieco del capitale. A che punto è la crisi sistemica” Atti del Forum dedicate ad Alessandro Mazzone Napoli 29 e 30 giugno 2012 - Supplemento di Contropiano - Anno 21 - n° 2

Convegno Formazione Ricerca e Controriforme

Partendo dalla consapevolezza della centralità che i processi di formazione e le direttive europee sulla ricerca hanno sia rispetto alla costituzione dell’Unione Europea in polo imperialista sia nella selezione della futura classe dirigente, la RdC ha organizzato per sabato 30 aprile a Bologna un convegno dal titolo “FORMAZIONE, RICERCA E CONTRORIFORME”.

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