20/11 2016

Reti di Ambito territoriali: perché dire NO

La legge 107/15, cosiddetta “buona scuola”, ha gettato la scuola nel caos perseguendo, tra gli altri obiettivi, la perdita delle funzioni degli organi collegiali, la "privatizzazione" del rapporto di lavoro, introducendo modalità che favoriscono la ricattabilità dei lavoratori, il clientelismo, esponendo le scuole al rischio di corruzione. Inoltre, si cerca di diminuire i costi, favorendo un clima di competizione tra i lavoratori, aumentando al contempo i carichi di lavoro. Gli art. 70 e 72 della legge 107 prevedono, a costo zero, la costruzione di accordi di rete, promossa dagli Uffici Scolastici Regionali, finalizzate a “valorizzare le risorse professionali”, a gestire funzioni e attività amministrative. L'obiettivo principale è la razionalizzazione delle risorse, cioè riduzione del personale e aumento dei carichi di lavoro. Questi accordi di rete, per esempio, potranno prevedere lo scambio temporaneo di docenti fra le istituzioni che partecipano alla rete.

Possono formarsi tre tipi di reti, in base alla nota ministeriale prot. n. 2151 del 7 giugno 2016: reti di scopo per l’amministrazione, reti di scopo per la didattica, reti di ambito. In sostanza, le scuole stipulando questi accordi di rete potranno condividere le proprie risorse umane e finanziarie. Ogni scelta per le scuole in rete verrà determinata da una conferenza di servizio dei dirigenti scolastici, i quali prenderanno in autonomia decisioni didattiche e decisioni burocratiche. Quale ruolo avranno gli organi collegiali e il consiglio di istituto in particolare? Che relazione ci potrà essere con il contratto collettivo nazionale e con la contrattazione integrativa di ciascun istituto? Tali domande sono ancora più incalzanti a seguito delle pressioni dei dirigenti scolastici sugli organi collegiali per la costituzione delle reti di ambito. Si riporta di seguito il documento dell’assemblea delle scuole del V Municipio di Roma che spiega i motivi del NO alla costituzione delle Reti di ambito Territoriale.

I nostri NO

L’assemblea delle scuole del V Municipio di Roma (insegnanti, genitori, consigliere/i di istituto), riunitasi presso l’I.C. Via Ferraironi il 18 ottobre 2016, afferma e ribadisce la contrarietà all’adesione alle Reti di Ambito Territoriale promosse dall’USR ai sensi della legge 107/2015 (c.d. “Buona scuola”), contrarietà già ufficializzata da molti Consigli d’Istituto.

Attraverso la Rete di Ambito si vogliono azzerare quei margini di democrazia che ancora permangono nella scuola: gli organi collegiali elettivi e rappresentativi di tutte le componenti scolastiche vengono esautorati e sostituiti con un nuovo livello di potere che non è né elettivo né rappresentativo. Infatti, il potere decisionale della Rete viene confinato nelle mani della conferenza dei dirigenti scolastici, le cui determinazioni devono poi essere fatte proprie dalle scuole aderenti.

Con la Rete di Ambito gli insegnanti perdono la titolarità sulla scuola e vengono costretti ad una mobilità selvaggia; ai dirigenti viene conferito il potere di scegliersi i propri docenti (per chiamata diretta dalle liste dell’Ambito cui appartengono), i/le quali potranno quindi essere destinati/e ad altra scuola per merito o per punizione: questa ricattabilità cancella in un colpo solo la libertà d’insegnamento prevista dalla Costituzione e tutti i diritti acquisiti dei lavoratori e delle lavoratrici.

È previsto che anche le scuole private possano partecipare alla Rete di ambito, acquisendo ruolo e potere in un organo che ha funzioni decisionali su tutte le scuole del territorio. Si completa così l’equiparazione tra scuole paritarie e statali e si assesta un ulteriore pesantissimo colpo al sistema pubblico dell’istruzione.

Il rapporto tra le singole scuole e l’Ufficio Scolastico Regionale sarà mediato dalla Rete e rappresentato dal dirigente della scuola nominata capofila. Si promuove in tal modo una gerarchizzazione tra le scuole attraverso l’attribuzione ad alcune di esse di funzioni particolari e di un ruolo preminente sulle altre, e si rendono irraggiungibili dalle scuole gli uffici che assegnano le risorse e a cui rivolgere segnalazioni, richieste, proteste.

Il progetto prevede che vengano gestite dalle scuole a livello di Ambito molte funzioni amministrative attualmente in capo dell’USR, aumentando così il carico di lavoro per il personale ATA già ampiamente sottodimensionato, e peggiorando i servizi di segreteria per studenti e famiglie.

Infine la costruzione di questo sistema gerarchico incardinato sui dirigenti scolastici dovrà avvenire a costo zero, configurandosi come l’ennesima sottrazione di risorse ai danni delle scuole pubbliche, che attraverso gli accordi di rete dovranno decidere quali risorse sottrarre alla scuola, agli alunni e alle alunne, per destinarle alle funzioni amministrative della rete trasformate in UST (uffici scolastici territoriali) mentre comincia lo smantellamento degli uffici scolastici regionali.

Per queste ragioni i Consigli di Istituto di diverse scuole, con il potere deliberante attribuito loro dalla normativa vigente, hanno votato nei giorni scorsi la non-adesione alle Reti di Ambito.

Per tutta risposta l’11 ottobre scorso il Direttore Generale dell’USR Gildo De Angelis, con una nota informava di aver inserito tra gli obiettivi regionali che i dirigenti scolastici dovranno perseguire anche la partecipazione attiva alle Reti di Ambito Territoriale: il non raggiungimento di tale obiettivo sarà considerato un elemento negativo nella valutazione dei dirigenti scolastici e si ripercuoterà perciò sui loro stipendi. Due giorni dopo, in una riunione con i dirigenti stessi, ha fissato una nuova scadenza (il 25 ottobre p.v.) per dar loro il tempo di ottenere dai consigli di istituto “contrastivi” una delibera positiva! Diversi dirigenti hanno chiesto pertanto di riconvocare immediatamente i consigli, mentre altri – coraggiosamente - hanno rispettato le legittime deliberazioni precedenti ed hanno coerentemente rifiutato di rimettere in discussione argomenti già ponderati e deliberati.

Tutto ciò sta avvenendo con tempi frenetici, irrispettosi delle norme sul funzionamento degli organi collegiali, impedendo così l’informazione della comunità scolastica, la discussione collettiva, le decisioni documentate e ragionate.

L’assemblea delle scuole del V Municipio:

L’assemblea:

Il NO che oggi la scuola deve dire è questo.
E’ lo stesso NO che dovremo dire il 4 dicembre.

È la lotta contro le politiche autoritarie che dobbiamo portare avanti sempre, dando voce e articolando nelle situazioni in cui viviamo le lotte che si sviluppano e di cui siamo protagonisti a livello nazionale.

Roma, 18 ottobre 2016

L’assemblea delle scuole del V municipio – Roma

con la partecipazione delle scuole: I.C. A. Manzi I.C. Nuovo Ponte di Nona I.C. Via Anagni I.C. Via Ferraironi I.C. Via Luca Ghini I.C. Via dei Sesami I.C. Via Tor de’ Schiavi I.C. Viale Venezia Giulia Liceo Scientifico Statale Tullio Levi Civita