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Il ‘68 al Collision Fest. Cinquanta anni con l’aspirazione di rovesciare il mondo

A gennaio del 1968, la resistenza vietnamita scatenò l’offensiva del Tet su quasi 100 città, cogliendo totalmente di sorpresa l’apparato militare statunitense e l’esercito fantoccio del sud. Quattro mesi dopo esplodeva il Maggio francese. A Marzo in Italia ci furono gli scontri tra studenti e polizia a Valle Giulia a Roma e Largo Gemelli Milano.

 

Iniziava così, tra l’Inverno e la Primavera del ‘68, un movimento che già si era annunciato negli anni precedenti ma che solo in quei mesi stava manifestando una sintesi che avrebbe aperto un ciclo storico “rivoluzionario”.

Di questo si parlerà venerdi 18 maggio alla prima edizione del Collision Fest di Roma (centro sociale Intifada, zona Tiburtina) con una tavola rotonda a cui parteciperanno alcuni dei protagonisti di quegli anni come Oreste Scalzone, Franco Piperno, Mauro Casadio, Paolo Pietrangeli.

Gente che, diversamente dalla stragrande maggioranza della generazione del ‘68, non si è integrata nell’establishment ma ha mantenuto autonomia critica o in alcuni casi una militanza politica “rivoluzionaria” coerente con l’aspirazione alla rottura di quel movimento.

Certo il ‘68 ha in qualche modo formato la classe dirigente dei decenni successivi, anzi, in molti casi proprio i sessantottini misero a valore le capacità acquisite “nel movimento” per farsi largo nell’establishment, sia nei giornali che nelle case editrici, nella politica come nel business.

Ma sarebbe un errore clamoroso giudicare una stagione politica solo in base alla soggettività dei suoi attori. Non è un caso che il titolo della tavola rotonda sia “Dall’offensiva del Tet al maggio francese”. La dimensione internazionale della rottura e la comprensione di come vanno le cose “quando si vince” e non solo quando si regredisce, significa assumere pienamente quella complessità di cui c’è bisogno per tenere aperta una prospettiva rivoluzionaria e anticapitalista anche nel XXI Secolo, anche cinquanta anni dopo l’avvio di un ciclo del conflitto di classe conclusosi sostanzialmente dodici anni dopo con la sconfitta operaia alla Fiat nel 1980 (almeno per quanto riguarda l’Italia).

La tavola rotonda con Oreste Scalzone, Franco Piperno, Mauro Casadio e Paolo Pietrangeli si terrà venerdi, il giorno di apertura di questa prima edizione del Collision Fest. L’appuntamento è alle ore 18.00 al centro sociale Intifada (via Casabruciato 15, zona Tiburtina) che ospita l’evento.

In serata ci sarà poi spazio per il teatro sociale con lo spettacolo “Maddalè” di e con Paolo Congi, una storia di periferia. Maddalena giovane donna vive in un quartiere della periferia, con un marito agli arresti domiciliari fa i conti con un ulteriore isolamento, lacerato da una situazione economica senza via di scampo. L’unica via di fuga è un ragazzo, Bruno, uno scrittore intellettuale caduto in depressione dopo il divorzio, che approda in questo mondo sconosciuto di cui si nutre, ma che non sa interpretare. Insomma una storia dell’oggi, visibile ma invisibile a molti.

 

Collision Fest

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