Intormativa

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Lunedì 15 luglio: presidio di protesta indetto sotto la sede della CGIL della Campania

L’espulsione di Maria Elena Muffato dalla Cgil, non fosse altro per le motivazioni maccartiste utilizzate dai burocrati di Via Torino per avallare questa decisione, sta suscitando un crescendo di indignazione tra molti iscritti e non iscritti all’organizzazione della Camusso.

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Alcune informazioni sulla rivista Contropiano della Rete dei Comunisti

Confidando in una conferma del vostro abbonamento - e possibilmente anche di una sottoscrizione in sostegno al nostro lavoro - comunichiamo ai nostri abbonati e lettori che dal 1° Luglio il conto corrente sul quale fare il versamento sia per l’abbonamento, o sottoscrizione, sia per il pagamento delle nostre pubblicazioni e inchieste è cambiato nell’intestazione e nel numero.

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Giovedì 11 luglio: la Rete dei Comunisti a Pisa alla festa di Liberazione.

"Ovunque è Taksim. Ovunque è resistenza".

Allegati:
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Roma: 10 luglio manifestazione alla Regione Lazio


Per il reddito, la casa, l’occupazione stabile, il rilancio dei servizi pubblici


Il prossimo 10 luglio l’Unione Sindacale di Base chiama i lavoratori e le lavoratrici del Lazio a manifestare a Roma, sotto la sede della Giunta regionale, in via Rosa Raimondi Garibaldi dalle ore 10.00, per rappresentare una situazione ormai diventata insostenibile. 

Lo slogan della protesta è: “ La regione va a fondo, la crisi la stanno pagando i lavoratori. È con i lavoratori che dovete discutere di come uscirne”.

I dati del Lazio sono infatti drammatici: record di ore di cassa integrazione, disoccupazione giovanile oltre il 36%, una moltitudine le aziende che chiudono; i prezzi delle case sono alle stelle e mancano le case popolari; i nuovi occupati nel privato o nella pubblica amministrazione sono tutti precari, mentre crescono i lavoratori part-time a bassissimo reddito; abbandono della ricerca, in una regione che, unica in Italia, vanta ben 18 enti pubblici di ricerca;  cessione di interi settori dei servizi pubblici ai privati, con aumento della spesa pubblica e peggioramento del servizio e delle condizioni di lavoro.

E ancora, sperpero di suolo per fini speculativi, assenza di una vera programmazione industriale, piano di grandi opere completamente inutili, devastanti per il territorio e onerose per la casse della Regione. I beni comuni della cittadinanza sperperati in una miscela esplosiva di cattiva gestione, incapacità e clientelismo.

Di fronte a questa situazione per l’USB  è urgente un piano complessivo, che dal reddito alla casa, alla reinternalizzazione di servizi e dei lavoratori, al superamento del precariato, fino ad un progetto serio di nuova occupazione nei servizi fondamentali, permetta di invertire la rotta.

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