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Tesseramento 2018 alla Rete dei Comunisti: una questione di qualità

Nei giorni scorsi, nelle varie regioni dove agiscono i compagni e le compagne della Rete dei Comunisti, è stato avviato il tesseramento all'Organizzazione per l’anno 2018.

Il nostro agire politico – come sanno quanti seguono il quotidiano impegno che profondiamo - pur prevedendo un passaggio formale di adesione alla RdC è agli antipodi, politici e pratici, da una triste e consumata tradizione di tesseramento e/o adesioni che, per decenni, ha contraddistinto negativamente la storia di alcune organizzazioni comuniste.

Una tradizione gloriosa, con radici teoriche e materiali dentro la storia del conflitto di classe ma che – nel lungo arco di tempo che ha segnato il corso collaborazionista del riformismo e l’integrazione della “sinistra” dentro il quadro delle compatibilità capitalistiche – è, progressivamente, degenerata sfociando in laceranti pratiche politiciste, correntizie ed apertamente controproducenti per l’idea/forza stessa di “organizzazione collettiva e coesa” che una raccolta di adesioni ad una compagine organizzata deve trasmettere e far percepire.

Alla luce di questo dato oggettivo, per la Rete dei Comunisti, l’adesione formale - il tesseramento - è un atto che interviene non “a freddo o in forma rituale" ma dentro una dimensione di serrato confronto con i compagni, attraverso una necessaria sperimentazione diretta nelle mobilitazioni e nell’ambito di un condiviso progetto di possibile costruzione di una ipotesi comunista organizzata ed agente nel nostro paese.

Concepiamo, quindi, l’adesione all’Organizzazione a compimento di un impegno che deve prevedere una consapevolezza ed una appropriazione, anche individuale, del percorso teorico e politico che la RdC ha definito nel corso del tempo.

(http://www.retedeicomunisti.org/index.php/documenti/1966-il-lavoro-teorico-della-rete-dei-comunisti).

In tal senso proponiamo due modalità di tesseramento - Attivista e Militante - con l'obiettivo di equilibrare l'apporto del singolo campagno/a alla RdC in una dichiarata e virtuosa tendenza su cui dichiaratamente lavoriamo: la trasformazione di ogni Attivista in Militante!

 

Il quadro in cui agiamo

Da qualche anno la Rete dei Comunisti ha avviato una riflessione culturale e teorica sui caratteri della nuova fase strategica del capitalismo per meglio adeguare e dare organicità alla propria azione sia sul versante nazionale che su quello internazionale ed internazionalista.

Un impegno che serve a dare forza e prospettiva all'azione dei comunisti in un momento in cui la crisi del movimento di classe sembra irreversibile e la prospettiva del cambiamento di società appare espunta non solo dall'agenda politica immediata ma anche dall'orizzonte prossimo venturo.

Non è un caso che abbiamo attualizzato - anche con un Forum di discussione specifico - la riflessione di Antonio Gramsci degli anni '20 e '30 del secolo scorso (....Il vecchio muore ed il nuovo non può nascere...) per comprendere come sia possibile, anche oggi, in una situazione di grande disgregazione sociale ma di forte accelerazione delle principali contraddizioni della nostra epoca, ricostruire e riqualificare una teoria, una pratica ed un progetto di trasformazione, di rivoluzione e di liberazione. 

Un lavorio che necessita del bilancio critico/autocritico della complessa vicenda del movimento comunista organizzato a scala globale, del lungo e tormentato percorso del processo di emancipazione e dello stesso tema della Rivoluzione nell'Occidente capitalistico. 

Una scommessa politica di non poco conto che alimentiamo non solo con la discussione teorica ma, soprattutto, con l'intera gamma del nostro intervento politico, sociale e sindacale sui diversi versanti dello scontro di classe.

Siamo infatti convinti che la ricostruzione di un utile ruolo dei comunisti nella società passa obbligatoriamente per l'affrontamento di snodi e questioni che esulano dalla contingenza politica (su cui, a volte, siamo schiacciati per la grande sproporzione dei rapporti di forza tra le classi e per i ritardi organizzativi della soggettività comunista) e che afferiscono a temi strutturali su cui, da tempo, abbiamo abdicato a qualsiasi tentativo di esercitare "egemonia ed orientamento".

Su questo terreno di ricerca, di discussione e di vera e propria battaglia politica la RdC è impegnata a costruire momenti di dibattito, di confronto e, alla bisogna, anche di nuove e più avanzate sintesi con quanti non sono rassegnati a considerare immutabili ed eterni i vigenti rapporti sociali capitalistici.

Tale linea di condotta - anche dentro la recente campagna elettorale - ci ha consentito di agire come Organizzazione con la promozione in molte città d'Italia di alcuni interessanti momenti di confronto e di nuova connessione (http://www.retedeicomunisti.org/index.php/editoriali/1971-i-tre-fronti-i-comunisti-e-le-elezioni-un-dibattito-necessario) con compagni delle altre formazioni comuniste ed attivisti dei movimenti di lotta.

Un’attività che conoscerà, alla fine del prossimo mese di Aprile, un altro appuntamento nazionale a Roma dove ritorneremo collettivamente ad interrogarci, con compagni/interlocutori, singoli e collettivi, sulla necessità del processo di costruzione dell'Organizzazione/Partito Comunista, sulla sua funzione attiva, sulle modalità tattiche da adottare e verificare (....i tre fronti della lotta di classe...) e sulle indispensabili proposte di lotta, di lavoro politico unitario e di prosieguo di un proficuo rapporto tra comunisti.

E' evidente, quindi, che la campagna di tesseramento che stiamo avviando non può non tenere conto del contesto in cui siamo immersi e si delineerà con una modalità controcorrente la quale è la caratteristica saliente di questa fase politica ma anche dell'intero progetto di definizione e di costruzione politica ed organizzativa della Rete dei Comunisti.

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